La sostenibilità d’impresa, una sfida possibile. Licia Caprara

  • 04 Oct 2021
  • Posted by stefano.baglioni
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La sostenibilità d’impresa, una sfida possibile: ad Ancona esperti e imprenditori disegnano la strada del futuro

La dottrina e l'esperienza pratica. La sostenibilità declinata dagli accademici e dagli imprenditori che ne hanno fatto una sfida strategica. Questo il senso del Forum che si è svolto al Teatro delle Muse di Ancona, che ha visto la partecipazione di docenti delle Università di Marche, Umbria e Abruzzo, rappresentanti del mondo dell'impresa e dei presidenti dei Club Rotary della città. “Il mondo che verrà: economia e sostenibilità” è il titolo dell’iniziativa voluta dal Governatore del Distretto Rotary 2090 Gioacchino Minelli per cercare risposte a temi di straordinaria attualità resi ancor più stringenti dalla fase post pandemica che il Paese sta attraversando. 

"Dai territori arrivano segnali di resilienza e di sofferenza - ha sottolineato Minelli - ma per superare la crisi occorre conoscere gli orientamenti dell'economia e le buone pratiche delle aziende per contribuire ad alimentare una nuova cultura d'impresa". 

Ad aprire i lavori il Rettore dell'Università Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori, il quale, numeri alla mano, ha invocato il bisogno di coesione tra le quattro regioni per una interpretazione comune del tema della sostenibilità e l'utilizzo delle risorse in modo più efficace. 

Una linea chiara è stata espressa da Maria Serena Chiucchi direttore del Dipartimento Management dell'UPM, che ha puntato su un concetto : la crescita è sostenibile se crea valore ora e per il futuro, non attraverso azioni estemporanee  singole e costose, ma  ripensando modelli di business e aprendo a nuovi segmenti di mercato. 

Una riflessione impregnata di fiducia, se non di ottimismo, è arrivata da Paolo Belardi, dell'Università di Perugia, per il quale siamo più avanti degli altri:  i nostri centri storici, le nostre normali city non consumano suolo, né storia, né memoria. "Siamo custodi di una risorsa preziosa - ha detto - di un patrimonio che viene da lontano e va preservata e trasferita al futuro. E tutto questo non fa economia, è economia". 

L'impatto dei cambiamenti climatici sull'economia e sulla produzione di energia è stato messo a fuoco da Piero Di Carlo, dell'Università Chieti - Pescara. Un esempio per tutti : la data di inizio vendemmia è un buon indicatore del clima del periodo. Fino al 1980 era a circa metà ottobre, mentre successivamente l'aumento delle temperature l'ha anticipata ai primi di settembre. Un dato oggettivo che può rappresentare una opportunità per le zone montane, sulle quali trasferire le produzioni vitivinicole.  

Di inquinamento ha  parlato Francesco Regoli, direttore del Dipartimento Scienze della vita e Ambiente dell Politecnica delle Marche,che ha posto l’accento sulla necessità di puntare all’obiettivo “Zero Pollution”, poiché si tratta di una lotta che comporta per la società benefici superiori ai costi; accade il contrario, invece, in assenza di interventi. 

Parole nette quelle di Paolo Taticchi, rotariano, giovane professore universitario dell’Imperial College e di UCL a Londra, ritenuto l’italiano under 40 più influente al mondo. Bello e stimolante il concetto di Greenwhasing comune a molte aziende, un modo per mettersi a posto con la coscienza sulle tematiche ambientali affrontando il tema prima nel marketing e poi nella sostanza. 

“La sostenibilità d’impresa è un driver di competitività e sopravvivenza per le aziende - ha specificato - ma a una condizione: che diventi missione aziendale, un valore condiviso secondo i criteri ESG, enviromental, social e governance, che mettono in rapporto diretto gli aspetti ambientali, sociali e dell’etica. I prossimi dieci anni segneranno uno spartiacque: saranno seriamente a rischio le imprese che non prendono in considerazione questo tema, e si apriranno grandi opportunità per quelle che ci investono. Se la vostra Azienda lo fa già siete sulla strada giusta, e se non è ancora in agenda dovrete farlo subito. Proprio come disse Confucio: il momento migliore per piantare un albero è 20 anni fa. Il secondo momento migliore è adesso”.

La testimonianza diretta di chi già è sul pezzo e ha fatto della sostenibilità d’impresa un must è arrivata immediata, e a più voci, nella tavola rotonda condotta da Andrea Pancani, vice direttore  de La 7 e conduttore della trasmissione "Coffee Break”. Hanno portato la loro esperienza Filippo Borioni, imprenditore del settore turistico,  titolare di “Bagni 77” di Senigallia, Tiziana Crociani, presidente di Ti Stile iT azienda specializzata nella produzione di capi di alta moda e partner di marchi del lusso, Giuseppe Lepore, presidente di Rampini SpA, azienda che produce autobus urbani elettrici e a idrogeno, Roberto Tanganelli, presidente di Confprofessioni Umbria, Orietta Varnelli, della omonima distilleria.

Ognuno ha testimoniato l’impegno della propria azienda sul fronte della sostenibilità con le misure adottate, riferite sicuramente all’inquinamento ma anche all’attenzione al capitale umano e al benessere aziendale.

Belle storie, realtà che vanno raccontate  perché dimostrano che si può avere successo badando a “come” si fa profitto. Un dettaglio che fa la differenza e ci consegna esempi che sono molto più di una speranza.

Licia Caprara