Seminari Distrettuali COMUNICAZIONE - LEADERSHIP, domenica 27 marzo

  • 29 Mar 2022
  • Posted by stefano.baglioni
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La strada di un leader, dove la paura diventa coraggio di Licia Caprara 

Immagine, comunicazione e leadership: è la triangolazione che caratterizza il presente, e impegna le organizzazioni che investono sul capitale umano. Per il Rotary da sempre rappresenta un passaggio formativo importante, e nell’ultimo seminario distrettuale che si  svolto a Colli del Tronto, per iniziativa del Governatore Gioacchino Minelli, sono stati coinvolti nomi che hanno portato un contributo importante sul tema. A partire dalla comunicazione, introdotta da Rossella Piccirilli, presidente della omonima Commissione, che ha ricordato come i soci siano ambasciatori del Rotary, e dunque espressione più immediata e riconoscibile. Come dire “noi siamo il Rotary, e a raccontarlo siamo noi stessi con il nostro agire”.

 Il "modello sincrono" è stato proposto da Gabrio Filonzi,  Rotary Public Image Coordinator per la Zona 14, per il quale la Leadership si esprime già attraverso la comunicazione, mentre a fare  un focus sul "brand Rotary"  è intervenuto Salvatore Iovieno, Assistente Rpic per i Distretti 2101, 2120 e 2090. 

Con Marco Di Fonzo, capo della redazione politica di Sky TG 24 e presidente dell'Associazione Stampa Parlamentare, l'attenzione è stata portata sul  cambio di paradigma della comunicazione, a partire da quella istituzionale e del "palazzo", inevitabilmente condizionata dalla rivoluzione digitale che ha avuto grande impatto in ogni ambito della sfera economica, sociale e politica. I social che hanno inaugurato la comunicazione prèt a porter, l'uso del corpo con i selfie e i video realizzati in situazioni non convenzionali, l'affermazione di uno stile informale: comunicare oggi vuol dire misurarsi con questi nuovi modelli, sicuramente incisivi ed efficaci, da maneggiare, però, con attenzione perché la sostanza non può essere sacrificata alla forma. 

Molto stimolante lo spazio gestito da Michele Bresciani, Istruttore distrettuale, che ha portato alla platea le esperienze di leadership di due personaggi che la interpretano in modo differente, non fosse altro per i contesti nei quali operano. Adrenalinico il contributo del Comandante Alfa, istruttore e cofondatore del Gis, reparto d'élite dei Carabinieri, il quale richiamando l'importanza fondamentale del gruppo ha posto l'accento sull'equazione paura-coraggio, strettamente connessi perché ha coraggio chi ha vinto le proprie paure. “Bisogno sempre avere ben chiaro l’obiettivo comune - ha sottolineato - e ciascuno deve esserne consapevole. Non ho mai dato un ordine perché quello è il tratto di un capo, non di un leader". 

Altra impostazione, ma parimenti efficace, la testimonianza di Sergio Casella, presidente della Divisione Pcmc in Barry Wehmiller, leader  mondiale nella fornitura di tecnologia per la trasformazione di carta e cartone, che ha esordito con una definizione che va dritta al punto : la leadership non ci appartiene, è negli occhi degli altri che ce la riconoscono. E si avvicinano e si lasciano guidare se siamo capaci di stabilire una relazione di cura, nella quale è essenziale l’elemento del dono. “Leader è colui che fa il primo passo  nella direzione dell’altro - ha detto con tono leggero e pacato - che ne accoglie anche i limiti e sa costruire un ambiente caratterizzato da libertà responsabile. Dove la sua presenza si avverte anche quando non c’è”. 

Dovremo ricordarcene, e soprattutto farci qualche domanda quando sentiamo che la nostra leadership vacilla, principalmente una: la nostra “relazione di cura” a che punto è?